Tanto insopportabile quanto dilagante. Ma c’è pure di peggio, con altrettanta se non maggiore diffusione per contagio: il vomitevole “piuttosto che” (scimmiottatura di “rather than” in sostituzione dei nobili “o/oppure/come anche … “. Sono elementi subdoli di amerikanizzazione e addomesticamento anche del linguaggio, quindi del pensiero; e grazie alla pronta complicità dei tanti cervelli deboli e servili, sono anche indicatori del potere di controllo sul gregge. Chi li usa rivela la propria ipocrisia davanti al re nudo.
Ma noi, i disgustati, perché non cominciamo a contarci? Magari per scambiarci notizie sui nomi dei collaborazionisti (p. es. ricordo d’aver sentito tali idiozie da Costanzo, Bonino, Dandini, Mastella, Brambilla, … )
Io uso “attimino” ogni giorno, anzi più volte al giorno, in studio tutti mi odiano e io continuo ad usarlo un “attimino” di più. Certo che con tutto quello che si vede ai telegiornali o si legge su violenze e male degli uomini è proprio il caso di dire che un “attimino” di cervello nelle persone ci vorrebbe…andate un “attimino” a riavviarvi il cervello e combattere le cose che veramente devono essere analizzate con intelligenza.
La mia amica Orietta mi rimprovera spesso per l’esagerato uso di questo diminutivo che secondo lei non è corretto. Non so quanto sia corretto, nè gradevole. So però che è indicato non solo come diminutivo di “attimo” ma addirittura come s.m. nel mio dizionario preferito! Cara Orietta, non è facile sai eliminare o modificare modi di parlare e vocaboli familiari, per quanto sgradevoli possano sembrare. Ti conforta che il tuo amico Luca usi vocaboli introdotti nella nostra parlata ormai dal 1990?
Maggio 4, 2008 a 3:44 pm
…esattamente…
Maggio 4, 2008 a 3:55 pm
…e bipartisan, la squadra…
Maggio 6, 2008 a 7:00 am
quant’altro ormai è ancora più insopportabile di un attimino
Maggio 11, 2008 a 12:38 am
Tanto insopportabile quanto dilagante. Ma c’è pure di peggio, con altrettanta se non maggiore diffusione per contagio: il vomitevole “piuttosto che” (scimmiottatura di “rather than”
in sostituzione dei nobili “o/oppure/come anche … “. Sono elementi subdoli di amerikanizzazione e addomesticamento anche del linguaggio, quindi del pensiero; e grazie alla pronta complicità dei tanti cervelli deboli e servili, sono anche indicatori del potere di controllo sul gregge. Chi li usa rivela la propria ipocrisia davanti al re nudo.
Ma noi, i disgustati, perché non cominciamo a contarci? Magari per scambiarci notizie sui nomi dei collaborazionisti (p. es. ricordo d’aver sentito tali idiozie da Costanzo, Bonino, Dandini, Mastella, Brambilla, … )
Giugno 24, 2008 a 2:29 pm
Io uso “attimino” ogni giorno, anzi più volte al giorno, in studio tutti mi odiano e io continuo ad usarlo un “attimino” di più. Certo che con tutto quello che si vede ai telegiornali o si legge su violenze e male degli uomini è proprio il caso di dire che un “attimino” di cervello nelle persone ci vorrebbe…andate un “attimino” a riavviarvi il cervello e combattere le cose che veramente devono essere analizzate con intelligenza.
Luglio 21, 2008 a 3:16 pm
La mia amica Orietta mi rimprovera spesso per l’esagerato uso di questo diminutivo che secondo lei non è corretto. Non so quanto sia corretto, nè gradevole. So però che è indicato non solo come diminutivo di “attimo” ma addirittura come s.m. nel mio dizionario preferito! Cara Orietta, non è facile sai eliminare o modificare modi di parlare e vocaboli familiari, per quanto sgradevoli possano sembrare. Ti conforta che il tuo amico Luca usi vocaboli introdotti nella nostra parlata ormai dal 1990?