Che dire? Ogni “pittata” di Attilio del Giudice, lascia senza parole, perché è un racconto in sè compiuto, e incompiuto al tempo stesso, che scava nel profondo delle immagini notturne che vivono dentro di noi, e ce la fa vedere per come sono: incubi, sogni, deliri, e altre cose cui non siamo neppure in grado di dare un nome. Ma che esistono, e fanno parte della nostra vita.
Gennaio 27, 2008 a 11:30 am
Che dire? Ogni “pittata” di Attilio del Giudice, lascia senza parole, perché è un racconto in sè compiuto, e incompiuto al tempo stesso, che scava nel profondo delle immagini notturne che vivono dentro di noi, e ce la fa vedere per come sono: incubi, sogni, deliri, e altre cose cui non siamo neppure in grado di dare un nome. Ma che esistono, e fanno parte della nostra vita.